Percezioni anomale

- Il 22 agosto di due anni fa, sulla spiaggia di Ostia dietro un cespuglio. Poi la sera di nuovo a casa sua, più volte per tutta la notte.
- Ti ricordi addirittura la data.
- Si, perché l’ho fatto apposta. Volevo tutto di lui, anche la sua malattia. Emanuele era tutto per me. Mi prendeva e mi mollava come e quando gli piaceva. Se gli stavo troppo addosso, faceva di tutto per ferirmi e per allontanarmi. Ma se ero io ad andarmene mi riacchiappava sempre. Fino al giorno in cui non sono stato male e mi hanno ricoverato, ed è sparito.
- Non sai più dov’è? Non si è fatto più sentire?
- No, ma lui sa benissimo dove sono io. L’unico ricordo che ho di lui è questo qua.
- Ma questo posto lo conosco.
- È qui vicino. Era lì che ci davamo sempre appuntamento. Forse siamo ancora lì ma nessuno ci vede. Perché nessuno ha capito il nostro amore. O forse ci sono rimasto solo io lì.

—Le fate ignoranti (via paginadiunacomuneragazza)

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