Percezioni anomale

confidenze

Sono sempre stata una persona molto solitaria. Una persona che amava scrivere piuttosto che parlare con qualcuno. Mi sentivo protetta tra quei fogli bianchi; sapevo che lì nessuno mi avrebbe giudicato. Questo non perchè temo il giudizio degli altri, ma semplicemente perchè tra quei fogli era racchiusa la mia essenza. Il mio vero io.Ogni tanto ritorno a rileggerli; come si fa un pò con i libri ai quali sei particolarmente legata, rispolveri qualche pagina, magari rileggendo frasi evidenziate che ti hanno colpito. 
Poi con il tempo ti abitui a quel tuo modo d’essere e nemmeno più ci fai caso. Riesci a crearti il tuo mondo all’interno di uno molto più grande composto da tante persone. Un mondo dove ti rifugi non appena ne senti l’esigenza. So che quando sono satura di chi mi sta vicino posso rinchiudermi nel “mio piccolo spazio” e ossigenare la mia anima. Non tutti riescono a comprenderlo. E sono tante le persone che nel corso degli anni hanno abbandonato il mio sentiero perchè ritenevano il mio comportamento fuori da ogni logica. 
Non credo di avere un gran bel carattere. Forse proprio perchè amo infinitamente la solitudine e riesco a stare da sola senza sentire l’esigenza di circondarmi di altri esseri umani. Io ho sempre fatto affidamento sulle mie spalle. Le volte in cui sono caduta mi sono sempre rialzata da sola. E questo non perchè accanto a me non ci fosse nessuno; ma perchè ho imparato a “camminare da sola” molto prima rispetto agli altri. Questo mi ha aiutato a sapermi muovere anche quando le forze mi stanno abbandonando.
Ho guardato il mondo reale ad un’età in cui bisogna ascoltare le favole, ad un età in cui bisogna credere nel buono e nel bello. Io, fin da subito, ho guardato l’altra faccia della medaglia.Ho saputo riconoscere i vivaci colori della vita anche nel buio. Come posso non pensare a questo come ad un qualcosa di meraviglioso?
Quella che sono oggi è il frutto di sentieri sbagliati, di scelte giuste, di promesse infrante di sogni realizzati e di progetti futuri. E se qualcuno non riesce ad andare oltre i suoi occhi e si ferma a ciò che vede allora non è più un mio problema. Vuol dire che si accontenta semplicemente della superficie. Forse una superficie fin troppo ruvida. Una superficie che mi fa apparire, spesso, come una persona orgogliosa, distante e che non riesce a gestire i rapporti. Quella è solo una corazza che porto addosso. Una corazza che cura ferite del passato. Una corazza che mi protegge da quelle future. A me piace ciò che sono. Ho imparato ad accettarmi dopo un bel pò di tempo. Chi siede accanto a me deve sapere tutto questo. Deve accettare i miei difetti, i miei stati d’animo altalenanti, il mio pessimo carattere e l’umore “ballerino”. Perchè se accetta tutto questo risucirà ad accettare anche l’altra metà di me.
Si, c’è un’altra metà. Un’altra bella metà. Ma quella non la racconto. Non si può. Quella parte di me va vissuta. 
Le parti belle di una persona vanno sempre vissute.

Io non sono brava con le parole e per questo motivo che scrivo.

  1. postato da borderline83