Percezioni anomale

-“Sai cos’è la solitudine?”
- “Si”
- “Ma sicuramente non conosci la solitudine di quando si può stare con gli altri, di quando tutte le sere si ricevono inviti a feste, ricevimenti, spettacoli teatrali. Di quando il telefono squilla in continuazione, e a chiamarti sono donne che adorano il tuo lavoro, che ti dicono che vorrebbero tanto cenare con te - sono donne belle, intelligenti, raffinate. Ma qualcosa ti spinge lontano e ti dice: “Non andare. Non ti divertirai. Uscendo, ancora una volta, trascorrerail’intera serata tentando di far colpo, sprecherai le tue energie per dimostrare a te stesso di essere apace di sedurre il mondo” . E così me ne resto a casa, entro nel mio studio, cerco quella luce che ho visto in te: una luce che riesco a scrgere solo quando sto lavorando.

-” Cosa posso darti io che tu già non abbia?” domandò Maria sentendosi abbatanza umiliata per quel commento sulle altre donne, ma ricordandosi che, in fin dei conti, aveva pagato per averla accanto a sè.

Lui bevve un terzo whisky. Maria seguì con l’imaginazione il liquore: l’alcool gli bruciava la gola e lo stomaco, gli entrava nel sangue e gli infondeva coraggio. Pur non avendo bevuto un solo goccio si sentiva ubriaca. 
La voce di Ralf risuonò più ferma: ” D’accordo. Non posso comprare il tuo amore, ma hai detto che conosci tutto sul sesso. Insegnami, allora. Oppure raccontami qualcosa sul Brasile. Qualsiasi cosa, purchè io possa starti accanto”. 

  1. postato da borderline83