Percezioni anomale

Non so cosa teneva “dint’a capa”,intelligente, generoso, scaltro,per lui non vale il detto che è del Papa,morto un Troisi non se ne fa un altro.Morto Troisi muore la segretaarte di quella dolce tarantella,ciò che Moravia disse del Poetaio lo ridico per un Pulcinella.La gioia di bagnarsi in quel diluviodi “jamm, o’ saccio, ‘naggia, oilloc, azz!”era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.“Non si capisce”, urlavano sicuri,“questo Troisi se ne resti al Sud!”Adesso lo capiscono i canguri,gli Indiani e i miliardari di Holliwood!Con lui ho capito tutta la bellezzadi Napoli, la gente, il suo destino, e non m’ha mai parlato della pizza,e non m’ha mai suonato il mandolino.O Massimino io ti tengo in serbofra ciò che il mondo dona di più caro,ha fatto più miracoli il tuo verbodi quello dell’amato San Gennaro 

Poesia di Roberto Benigni dedicata a Massimo Troisi
Oggi Massimo avrebbe compiuto 59 anni.

Non so cosa teneva “dint’a capa”,
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di “jamm, o’ saccio, ‘naggia, oilloc, azz!”
era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.
“Non si capisce”, urlavano sicuri,
“questo Troisi se ne resti al Sud!”
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Holliwood!
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino, 
e non m’ha mai parlato della pizza,
e non m’ha mai suonato il mandolino.
O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell’amato San Gennaro 

Poesia di Roberto Benigni dedicata a Massimo Troisi

Oggi Massimo avrebbe compiuto 59 anni.

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